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Navigare la ritenuta alla fonte su dividendi e royalty in Danimarca: guida completa

Comprendere il regime di ritenuta alla fonte della Danimarca su dividendi e royalty è cruciale per imprese e investitori internazionali. Questo articolo fornisce una panoramica dettagliata di regolamenti, aliquote, esenzioni e considerazioni pratiche per assicurare la conformità e ottimizzare l'efficienza fiscale nel mercato danese.

Businessportalen Editorial Team8 June 20266 min di lettura4 visualizzazioni
Navigare la ritenuta alla fonte su dividendi e royalty in Danimarca: guida completa

Introduzione alla ritenuta alla fonte in Danimarca

La Danimarca, un'economia altamente sviluppata con un forte orientamento al commercio e agli investimenti internazionali, applica un sistema fiscale sofisticato che include la ritenuta alla fonte (WHT) su talune erogazioni verso l'estero. Per le imprese e gli investitori stranieri che operano con soggetti danesi, comprendere le sfumature della ritenuta alla fonte su dividendi e compensi per royalty è fondamentale. Questa guida intende offrire una panoramica completa, fornendo indicazioni pratiche sul quadro normativo, sulle aliquote applicabili, sulle eventuali esenzioni e sui requisiti di conformità.

La ritenuta alla fonte è essenzialmente un'imposta prelevata alla fonte sul reddito corrisposto a non residenti. Nel contesto danese, ciò si applica tipicamente ai pagamenti di dividendi, royalty e, in alcuni casi, interessi. L'obiettivo primario è garantire che i beneficiari non residenti di redditi di fonte danese contribuiscano alla base imponibile danese. Tuttavia, l'ampia rete di Convenzioni contro le Doppie Imposizioni (CDI) della Danimarca e l'adesione a direttive UE spesso prevedono rilevanti riduzioni o esenzioni rispetto alle aliquote ordinarie di ritenuta, rendendo essenziale una pianificazione attenta e una piena comprensione per ottimizzare l'efficienza fiscale.

Ritenuta alla fonte sui dividendi

I dividendi distribuiti da una società danese a soci non residenti sono, in generale, soggetti a ritenuta alla fonte danese. L'aliquota statutaria ordinaria per i dividendi corrisposti a soci non residenti è del 27%. Tale aliquota si applica a meno che non venga ridotta da una convenzione contro le doppie imposizioni o da una direttiva UE.

Aliquote standard e riduzioni convenzionali

L'aliquota statutaria del 27% è frequentemente ridotta dalle CDI della Danimarca. Queste convenzioni sono accordi bilaterali tra la Danimarca e altri Paesi volti a prevenire la doppia imposizione e a favorire gli scambi internazionali. La riduzione specifica dipende dalla convenzione in vigore tra la Danimarca e lo Stato di residenza del beneficiario. Le aliquote convenzionali comuni per i dividendi possono variare dallo 0% al 15%, con le aliquote più basse applicabili di frequente ai soggetti societari che detengono una percentuale significativa (ad esempio, il 10% o il 25%) del capitale della società danese.

Ad esempio, molte CDI riducono l'aliquota di ritenuta al 15% per investitori di portafoglio e al 5% o anche allo 0% per soci società che soddisfano specifiche soglie di partecipazione. È fondamentale consultare la specifica CDI applicabile per determinare l'aliquota esatta. Le autorità fiscali danesi (Skattestyrelsen) forniscono un elenco aggiornato delle CDI e delle loro disposizioni, che dovrebbe costituire il riferimento primario.

Direttiva madre-figlia dell'UE

Per i dividendi corrisposti da una società danese a una società madre ubicata in un altro Stato membro UE/SEE, la Direttiva madre-figlia dell'UE (Direttiva del Consiglio 2011/96/UE) spesso prevede l'esenzione integrale dalla ritenuta alla fonte danese. Per qualificarsi a tale esenzione, devono essere soddisfatte diverse condizioni:

  • La società madre deve detenere almeno il 10% del capitale sociale della controllata danese per un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi.
  • Sia la controllata danese sia la società madre UE/SEE devono essere soggette all'imposta sul reddito delle società nei rispettivi Paesi senza possibilità di esenzione.
  • Nessuna delle due società deve essere residente in una giurisdizione non cooperativa.

Questa direttiva è un caposaldo per le strutture corporate intra-UE, consentendo una rimpatriatione dei profitti efficiente dal punto di vista fiscale. Tuttavia, le norme anti-abuso, come il test del beneficiario effettivo, sono applicate rigorosamente dalle autorità fiscali danesi per prevenire il treaty shopping o operazioni artificiali mirate esclusivamente a ottenere vantaggi fiscali.

Considerazioni pratiche per i dividendi

Per beneficiare di aliquote ridotte o di esenzioni, la società danese erogante deve di norma ottenere documentazione dal beneficiario estero. Ciò include solitamente un certificato di residenza rilasciato dall'autorità fiscale del beneficiario e, per le società madri UE, la prova della partecipazione e della durata del periodo di possesso. La società danese è responsabile di trattenere l'importo corretto dell'imposta e di versarlo alle autorità fiscali danesi. Se è stata operata una ritenuta errata, il socio estero può richiedere un rimborso a Skattestyrelsen, procedimento che può risultare dispendioso in termini di tempo e richiede una documentazione accurata.

Ritenuta alla fonte sulle royalty

I compensi per royalty corrisposti da un soggetto danese a un beneficiario non residente per l'utilizzo di proprietà intellettuale (quali brevetti, marchi, diritti d'autore e modelli industriali) sono anch'essi soggetti a ritenuta alla fonte danese. L'aliquota statutaria ordinaria per le royalty è del 22%.

Aliquote standard e riduzioni convenzionali

Analogamente ai dividendi, l'aliquota statutaria del 22% sulle royalty può essere significativamente ridotta o eliminata da una CDI applicabile. Molte delle CDI della Danimarca riducono l'aliquota di ritenuta sulle royalty allo 0% o a una percentuale ridotta di una cifra (ad esempio 5% o 10%). L'aliquota specifica dipende dalla tipologia di royalty e dalle disposizioni della convenzione pertinente. Per esempio, le royalty relative ad opere letterarie, artistiche o scientifiche spesso godono di aliquote più basse o di esenzioni nei trattati rispetto alle royalty di natura industriale.

Direttiva interessi e royalties dell'UE

Per le royalty corrisposte tra imprese correlate ubicate in diversi Stati membri UE/SEE, la Direttiva interessi e royalties dell'UE (Direttiva del Consiglio 2003/49/CE) può prevedere l'esenzione integrale dalla ritenuta alla fonte danese. Le condizioni per tale esenzione sono simili a quelle previste per i dividendi:

  • Le società erogante e ricevente devono essere correlate, ossia una detiene almeno il 25% del capitale o dei diritti di voto dell'altra, oppure una terza società detiene almeno il 25% in entrambe.
  • Tale soglia di partecipazione deve essere mantenuta per un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi.
  • Entrambe le società devono essere soggette all'imposta sul reddito delle società nei rispettivi Paesi UE/SEE senza possibilità di esenzione.
  • Nessuna delle due società deve essere residente in una giurisdizione non cooperativa.

Come per la Direttiva madre-figlia, le disposizioni anti-abuso sono applicate in modo stringente, richiedendo che il beneficiario sia il reale beneficiario delle royalty e che l'operazione non sia artificiale.

Considerazioni pratiche per le royalty

Per applicare un'aliquota ridotta o un'esenzione, la società danese erogante deve verificare che il beneficiario estero sia effettivamente il beneficiario effettivo delle royalty e che tutte le condizioni della CDI o della direttiva UE rilevante siano soddisfatte. Di norma sono richiesti documenti quali il certificato di residenza e una dichiarazione di beneficiario effettivo. La società danese è responsabile della detrazione e del versamento dell'importo corretto della ritenuta a Skattestyrelsen. Le somme trattenute in misura non corretta possono essere richieste a rimborso dal beneficiario estero, ma tale procedura necessita di documentazione esaustiva e può richiedere tempi lunghi.

Conformità e norme anti-elusione

Test del beneficiario effettivo

Un aspetto cruciale per l'applicazione di aliquote ridotte ai sensi delle CDI o per l'ottenimento di esenzioni previste dalle direttive UE è il test del beneficiario effettivo. Le autorità fiscali danesi applicano rigorosamente questo test per prevenire il treaty shopping o l'utilizzo di società veicolo. Se il ricevente del dividendo o della royalty agisce unicamente come intermediario e trasferisce il reddito a una terza parte, potrebbe non essere considerato il beneficiario effettivo. In tali casi, la riduzione della ritenuta può essere negata e potrebbe applicarsi l'aliquota statutaria più elevata, con potenziali rilevanti passività fiscali e sanzioni.

Regola generale anti-abuso (GAAR)

La Danimarca dispone di una solida regola generale anti-abuso (GAAR) incorporata nella normativa fiscale, che consente alle autorità fiscali di disregarding operazioni che risultino artificiali e perseguano principalmente un vantaggio fiscale. Questa GAAR si applica in via generale a tutte le tipologie di imposta, inclusa la ritenuta alla fonte. Le imprese devono assicurarsi che le loro strutture e transazioni abbiano reale sostanza commerciale e non siano mosse esclusivamente da finalità di elusione fiscale.

Documentazione e adempimenti

Una documentazione accurata e completa è fondamentale per la conformità. Le società danesi che effettuano pagamenti soggetti a ritenuta devono conservare documenti che attestino la residenza del beneficiario, il beneficiario effettivo e il diritto a eventuali aliquote ridotte o esenzioni. Ciò include l'ottenimento di certificati di residenza validi, dichiarazioni e, ove pertinente, documentazione della titolarità. La società danese deve segnalare la ritenuta operata a Skattestyrelsen e versarla entro le scadenze previste, tipicamente con cadenza mensile.

Conclusione

Orientarsi nel panorama della ritenuta alla fonte in Danimarca sui dividendi e sulle royalty richiede una conoscenza approfondita sia del diritto fiscale interno sia degli accordi fiscali internazionali. Sebbene le aliquote statutarie ordinarie possano risultare rilevanti, l'ampia rete di convenzioni contro la doppia imposizione della Danimarca e l'adesione alle direttive UE offrono significative opportunità di riduzione o esenzione fiscale. Punti chiave per imprese e investitori includono:

  • Comprendere le aliquote statutarie: essere consapevoli della ritenuta del 27% sui dividendi e del 22% sulle royalty.
  • Sfruttare le CDI: consultare sempre la specifica Convenzione contro la Doppia Imposizione tra la Danimarca e lo Stato di residenza del beneficiario per eventuali riduzioni delle aliquote.
  • Valersi delle direttive UE: per i pagamenti intra-UE/SEE, la Direttiva madre-figlia e la Direttiva interessi e royalties possono prevedere esenzioni integrali, soggette a condizioni stringenti.
  • Focalizzarsi sul beneficiario effettivo: accertare che il beneficiario sia il reale beneficiario del reddito per poter usufruire dei benefici convenzionali o delle esenzioni direttive.
  • Prioritizzare la documentazione: mantenere registrazioni meticolose, inclusi certificati di residenza e dichiarazioni di beneficiario effettivo, per supportare le richieste di aliquote ridotte o esenzioni.
  • Prestare attenzione alle norme anti-abuso: le autorità fiscali danesi applicano rigorosamente le disposizioni anti-abuso e la GAAR. Le strutture devono possedere reale sostanza commerciale.

Una pianificazione proattiva, unitamente a consulenza fiscale specialistica, è essenziale per garantire la conformità, mitigare i rischi e ottimizzare l'efficienza fiscale nei pagamenti di dividendi e royalty in Danimarca. Il coinvolgimento di professionisti fiscali locali può offrire orientamenti preziosi in questo ambito complesso, assicurando che tutti i requisiti normativi siano rispettati e che i benefici fiscali disponibili siano applicati correttamente.

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